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Il Parto del Chihuahua

Posted By admin On 9 febbraio 2010 @ 14:02 In | No Comments

Durante il periodo di gestazione avremo modo di organizzarci e documentarci, sul momento del parto, nel quale i piccoli che avremo tanto atteso si affacceranno alla vita. Attenzione però, perché non abbiamo scelto una razza facile da allevare, ed il parto può essere pieno di insidie.

Per questo motivo è bene conoscere con esattezza le date degli accoppiamenti, in modo da poter stabilire con una certa sicurezza la data del parto. Se si decide per un parto naturale bisogna programmarsi in modo da poter assistere la cagna e avvisare il veterinario nel caso qualcosa vada storto; lo stesso vale per il cesareo, che è meglio venga programmato per tempo, sia per evitare la nascita di cuccioli prematuri, sia perché in sala operatoria dovrà esserci oltre al veterinario, un primo assistente che lo aiuterà a terminare l’intervento sulla mamma, sia un secondo che provvederà ad estrarre i cuccioli dalla placenta , ad aiutarli a fare il primo respiro, ad asciugarli e a tenerli al caldo.

Quindi qualsiasi delle due vie si scelga, prevede una certa organizzazione e una buona conoscenza di come si devono svolgere i fatti, per non farsi prendere dal panico ed essere di aiuto alla nostra cagnolina.

IL PARTO NATURALE
Primo elemento che ci indicherà che la nostra cagnolina è nell’imminenza del parto è l’abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 37° C (la temperatura fisiologica nel cane è circa 38-38.5° C), per cui nei giorni precedenti la data presunta del parto inizieremo a monitorare la temperatura della gestante 3 volte al giorno, segnalando al veterinario l’inizio del calo. A seguito del calo della temperatura corporea il parto dovrebbe iniziare nel giro di 24 h.  fattore importante da tenere presente è che nel cane è normale che i cuccioli nascano in posizione podalica, per cui potreste veder comparire prima le zampine posteriori con la coda piuttosto che la testa.

Nel parto si possono riconoscere 3 fasi:

Fase Dilatativa: questa fase è caratterizzata dall’inizio delle contrazioni uterine e si conclude con la dilatazione della cervice. La sua durata varia da cane a cane, ma è mediamente lunga, prolungandosi anche per 6-12 h. vi accorgerete subito dell’inizio di questa fase, in quanto la cagna inizia ad ansimare visibilmente, diventa molto irrequieta, talvolta cerca di scavare. Voi cercate di tranquillizzarla e adagiatela nella cuccia comoda ed ampia che le avrete preparato almeno da una decina di giorni.
Fase Espulsiva e Sacondamento:  il primo feto si è incanalato nel canale del parto e si accinge ad uscire. È questo il momento in cui “si rompono le acque”, ovvero si ha la rottura del sacco allantoideo in cui il feto è avvolto: i liquidi contenuti in tale sacca hanno lo scopo di lubrificare il canale del parto e facilitare la fuoriuscita del feto. Se il feto è posizionato correttamente, esce con relativa facilità: controllate quando il feto inizia a  fuoriuscire dalla vulva; l’espulsione deve essere veloce, entro pochi minuti, altrimenti il feto può andare incontro a sofferenza e morire nel giro di pochi minuti. Se vedete che le spinte espulsive sono deboli, ed il cucciolo non progredisce, cercate di afferrare il feto e con movimenti delicati e ritmici cercate di tirarlo fuori. Potrebbe trattarsi di un cucciolo mal posizionato, che difficilmente la cagna riuscirebbe ad espellere senza aiuto. Se invece dopo un’ora dalla rottura delle acque non vedete cambiamenti, avvisate il veterinario: potrebbe essere necessario intervenire con un cesareo d’urgenza. Se invece il primo cucciolo è uscito lasciamo che la mamma si prenda cura di lui ed attendiamo l’espulsione della placenta (Secondamento).

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La mamma liberà il cucciolo dal sacco amniotico, leccherà energicamente il cucciolo  e lacererà con i denti il cordone ombelicale, dopodiché si ciberà della placenta, che è ricca di nutrienti e la aiuterà a sostenere il restante periodo di parto. Se invece una volta espulso vedete che la mamma non si occupa del cucciolo, provvedete a rompere gli invogli fetali, a capovolgere il cucciolo a testa in giù aprendogli la bocca  ed osservando che elimini il liquido amniotico presente nei polmoni. Allo stesso tempo frizionate con delicatezza il torace, magari aiutandovi con della carta assorbente e provvedete alla legatura ed al taglio del cordone ombelicale. Dopodichè cercate di asciugare il cucciolo e  posizionatelo su un tappetino termico. Un cucciolo sano e vitale inizierà nel giro di pochi minuti ad emettere gemiti. Circa 40/60 minuti dopo l’espulsione del primo cucciolo assisteremo alla nascita del secondo piccolo e ad intervalli più o meno regolari anche degli altri. È bene sapere quanti cuccioli ci sono in utero, per sapere quando il parto è terminato. Dopo l’espulsione di ogni cucciolo dobbiamo assicurarci che venga espulsa anche la placenta; infatti in caso di ritenzione bisogna contattare il veterinario e nel caso intervenire per la sua asportazione. Una placenta ritenuta può essere causa di gravi infezioni uterine.

Se la cagna è al primo parto, potrebbe manifestare nelle prime ore successive al parto un rifiuto verso i cuccioli, che però si risolve quasi subito a seguito della prima poppata. Se invece che la mamma lecca i cuccioli e li indirizza lei stessa verso le mammelle non preoccupatevi! Le chihuahua sono in genere delle ottime mamme!

Per esperienza quando in utero ci sono solo uno o due feti, è bene non valutare nemmeno il parto naturale ed optare subito per un cesareo; spesso i cuccioli sono troppo grossi oppure non producono la corretta quantità di ormoni sufficiente a garantire una sufficiente contrazione dell’utero per la loro espulsione, per cui spesso parti naturali in tali condizioni di concludono con la nascita di cuccioli morti.

IL PARTO CESAREO
Spesso nel chihuahua bisogna ricorrere al parto cesareo, che verrà accuratamente programmato insieme al vostro veterinario sia monitorando la temperatura della gestante, sia attraverso il dosaggio del progesterone plasmatico, che nell’imminenza del parto subisce un forte calo: nelle ore precedenti il parto, i livelli plasmatici di progesterone scendono al di sotto dei 2mg/ml.
Quando il parto avviene per via chirurgica, i cuccioli usciranno intontiti dall’anestesia, per cui servirà del tempo per vederli belli vitali e pronti a fare la prima poppata!

Spesso poi insorge un altro problema: al risveglio la fattrice, non avendo vissuto vissuto il momento del parto, potrebbe faticare a riconoscere i cuccioli come suoi e potrebbe mostrare addirittura segni di aggressività verso di loro. Ma non temete, con il vostro aiuto, il problema si risolve di solito nel giro di 48h. In questo lasso di tempo dovrete tenere i cuccioli sempre al caldo e provvedere ad avvicinarli alla mamma ogni 2 ore per la poppata: tenedo ferma la mamma, posizionate i cuccioli vicino alle mammelle e fategli fare il pasto completo.

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Al termine vedete come reagisce la fattrice: se li lecca lasciateglieli sotto, se invece vedete che li ignora o scappa, riposizionateli sotto la fonte di calore e massaggiategli la zona addominale con un panno per fargli fare i bisogni. Ripetete l’operazione fini a che la femmina non accetta i cuccioli. 
Dopo il parto, sia naturale che cesareo (a meno che non abbiate optato per la sterilizzazione), la femmina presenterà delle perdite siero-ematiche che possono durare fino a 20 giorni. Il veterinario a sua descrizione deciderà se prescrivermi o meno farmaci che aiutano allo scopo.


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