Malattie Parassitarie

Le malattie parassitarie o Parassitosi, sono causate da altri organismi animali, che per svilupparsi sfruttano le risorse dell’ospite. Le malattie parassitarie possono essere anche definite Infestazioni, perché i parassiti non penetrano nelle cellule dell’ospite, ma albergano sulla cute (es. pulci) e nei suoi annessi (es. acari follicolari e funghi) o in cavità preformate (es. vermi intestinali). 

I parassiti che possono colpire il nostro cucciolo si distinguono in:

Ectoparassiti (o Parassiti esterni): sono rappresentati da quei parassiti che infestano la cute dei nostri animali. Nella maggior parte dei casi gli ectoparassiti sono Specie-Specifici, ovvero hanno come unico ospite il cane e non costituiscono un pericolo per l’uomo. Tra questi si annoverano:

o Pulci: la pulce che colpisce il cane si chiama Ctenocephalides Canis e può creare al nostro animale diversi problemi: oltre a creare prurito e talvolta veicolare altri agenti patogeni o parassitari, molti cani presentano una vera e propria ipersensibilità al morso della pulce (DAP) ossia in seguito al morso della pulce il cane mostra una reazione di prurito esagerata, che lo porta a crearsi degli auto traumatismi dovuti  per lo più a lesioni da leccamento che si manifestano come aree arrossate ed umide, prive di pelo. In caso di infestazioni massive inoltre, soprattutto nei cuccioli, le pulci possono dare anemia. Le pulci in numerosi casi veicolano lo stadio larvale di un parassita intestinale denominato Dipylidium Caninum, che appartiene al Genere Teniae: in tal caso, troveremo nelle feci del nostro cane le proglottidi, ossia delle particelle biancastre delle dimensioni di un grano di riso, che appena espulse si muovono.
Zecche: questi parassiti si possono riscontrare sul pelo degli animali in due periodi dell’anno, in primavera (Maggio-Giugno) e a fine estate (Agosto-Settembre), in concomitanza con la schiusa delle uova. Le zecche infatti, a differenza delle pulci, sono degli ospiti temporanei e restano attaccati all’animale per circa 5-7 giorni, ossia il tempo necessario a compiere il pasto di sangue. Le zecche possono essere pericolose, perché oltre a dare in caso di infestazioni massive una anemia anche grave, sono vettori  di altri agenti patogeni, responsabili di malattie sistemiche anche gravi, come Ehrlichia Canis, Babesia Canis e B. Gipsoni, Borrelia Burgdorferi (agente della Malattia di Lyme) e Anaplasma.
Pidocchi: questi parassiti colpiscono soprattutto animali giovani o debilitati, e l’infestazione avviene per contatto diretto con un animale infestato. Le infestazioni da pidocchi (pulicosi), si riconoscono perché tra il pelo degli animali colpiti si possono facilmente osservare le loro uova (Lendini). I pidocchi danno un prurito più o meno intenso, ma quasi sempre causano una desquamazione cutanea.
Acari: i più insidiosi tra gli ectoparassiti sono senza dubbio gli acari, che sono i più difficili da eliminare. Questi parassiti sono distinti in tre categorie: Acari Superficiali, Acari Scavatori e Acari Follicolari. Tra gli acari, quello che più frequentemente dà problemi nei cuccioli è Demodex Canis, un acaro follicolare agente della rogna demodettica (o rogna rossa). Il cucciolo si infesta dalla madre durante l’allattamento, nelle prime 72 ore di vita, infatti le zone più colpite sono quelle che entrano a stretto contatto con il corpo materno, ossia il muso e le zampe anteriori. I cuccioli non si infestano tra di loro ed è improbabile che il contagio avvenga dopo il terzo giorno di vita. Cagne che hanno avuto da cucciole la demodicosi o i cui cuccioli manifestano tale problema andrebbero escluse dalla riproduzione. La demodicosi si manifesta soprattutto nei cuccioli tra i 2 e i 6 mesi di età e fondamentale per il manifestarsi della malattia è un evento stressogeno, come è lo svezzamento o l’inserimento in un nuovo contesto famigliare.

La demodicosi può presentarsi in una forma localizzata (lesioni in numero inferiore o pari a 5), spesso autolimitante, che va incontro a guarigione spontanea, oppure in una forma generalizzata (coinvolge buona parte della superficie cutanea), più grave e difficile da trattare, spesso complicata da infezioni batteriche secondarie (piodermiti). Demodex si sviluppa all’interno del follicolo pilifero e determina determina una alopecia non infiammatoria, solitamente non pruriginosa (il prurito se presente è causato da agenti di irruzione secondaria).
Altro acaro abbastanza comune nei cuccioli è Otodectes Cynotis, un acaro superficiale che infesta il condotto uditivo esterno determinando una otite ceruminosa spesso pruriginosa e bilaterale. L’otite da Otodectes è caratterizzata da un essudato nerastro.

Particolari ectoparassiti sono rappresentati dai Miceti, ossia dai cosiddetti “Funghi”, agenti eziologici delle Micosi (o Dermatofitosi). I miceti a differenza degli altri ectoparassiti non sono specie-specifici, e possono essere quindi trasmessi anche all’uomo (zoonosi). I miceti che possono infettare il cane sono rappresentati da Mycrosporum Canis o Gypseum, malazzetia Pachydermatis e Candida spp. Questi miceti sono tutti agenti di micosi superficiali, ovvero sono a carico dei tessuti cheratinizzati (cute, pelo, unghie): questi funghi infatti colonizzano  e sopravvivono nello strato corneo e nella cheratina. I funghi sono solitamente microrganismi opportunisti, presenti di norma sulla cute, che danno patologia solo in soggetti debilitati ed immunodepressi, ossia in soggetti giovani ancora poco immunocompetenti, in animali in gestazione o lattazione, oppure in animali malati. La forma infettante è rappresentata dalle spore (forma di resistenza ambientale) e la presenza di pulci o fattori di prurito sopno un fattore predisponente, in quanto l’animale grattandosi altera la normale barriera protettiva della cute.
Le micosi da Mycrosporum sono caratterizzate da alopecia a chiazze tonde, spesso associata a prurito e desquamazione cutanea. Ai lati della lesione il pelo può essere strappato con facilità.
Malassetia è invece un lievito che può causare una dermatite seborroica pruriginosa con alopecia, ipercheratosi e iperpigmentazione delle aree colpite, oppure una otite esterna caratterizzata da un cerume rosso-brunastro.
 
Endoparassiti (o Parassiti Interni): sono quei parassiti che si sviluppano nell’organismo dei nostri animali e vengono comunemente definiti vermi. Gli endoparassiti vengono distinti in due macrocategorie:
Vermi tondi (o Nematelminti): questa classe comprende ascaridi, anchilostomi, trichiuridi e filarie. Nei cuccioli solitamente si riscontrano infestazioni da Ascaridi, sostenute da  Toxocara canis e Toxoscaris leonina. Quasi tutti i cuccioli presentano infestazioni da parte di questi due parassiti, in quanto vengono loro trasmessi dalla madre durante la gravidanza e l’allattamento. In concomitanza del parto, le larve quiescenti a localizzazione tissutale del parassita, vengono riattivate per il calo delle difese immunitarie che accompagna l’inizio dell’allattamento e le larve penetrano nel torrente circolatorio e vengono trasmesse al cucciolo dapprima per via transplacentare (infezione pre-natale), poi per via galattogena. Le larve compiono nell’animale una lunga migrazione durante la quale matureranno e raggiungeranno l’intestino, dove svilupperanno a parassita adulto. Il ciclo vitale dura circa tre settimane, per cui a 22 giorni è già possibile rinvenire uova di Toxocara Canis nelle feci dei cuccioli. Gli ascaridi, in caso di infestazioni massive, possono causare sindromi da malnutrizione o addirittura delle occlusioni intestinali che possono anche portare a morte il cucciolo. Si consiglia di iniziare a sverminare i cuccioli a due settimane di vita, insieme alla mamma e procedere con i seguenti interventi ad intervalli regolari; Il primo intervento di verminazione andrebbe eseguito a 2 settimane di eta’, poi a 4 settimane, a 8 setti mane, a 12 settimane, e così via, fino ai 6 mesi. Per ridurre l’entità delle infestazioni transplacentari e galattogene, sarebbe utile trattare la fattrice anche prima dell’accoppiamento, e immediatamente dopo il parto.

 Altro parassita insidioso è la Dirofilaria Immitis, agente della Filariosi cardio-polmonare: questo parassita, allo stadio adulto si localizza nelle arterie polmonari e talvolta coinvolge anche le camere cardiache. L’infestazione e trasmessa da ditteri ematofagi (Zanzare del Genere Culex o Anopheles). La zanzara si infetta durante il pasto di sangue, ingerendo le larve di primo stadio, denominate Microfilarie, presenti nel sangue di un cane infetto. Nella zanzara le larve maturano allo stadio infestante del parassita (larva di terzo stadio), le quali vengono trasmesse, al successivo pasto di sangue, ad un altro animale. Le larve L3 compiono una lunga migrazione della durata di circa 3 mesi, nei tessuti sottocutanei e muscolari dell’ospite, durante la quale maturano  a larve di quinto stadio, le quali  penetrano poi nel sangue raggiungendo le arterie polmonari.
Vermi piatti (o Platelminti): questa classe comprende trematodi e cestodi. Nel cane i più importanti sono proprio questi ultimi, e tra questi i parassiti del genere Taenia sono i più frequenti. La tenia più comune del cane è Dypilidium Caninum, che ha per ospite intermedio Ctenocefalides Canis, la pulce del cane; il cane si infesta tramite l’ingestione accidentale della pulce, durante le normali operazioni di pulizia del pelo. Una volta raggiunto l’intestino del cane, le larve contenute nella pulce sviluppano ad adulto. Il corpo delle tenie è diviso in numerosi segmenti, denominati proglottidi che mano a mano si staccano dal corpo del parassita ed escono all’esterno. Le proglottidi sono visibili nelle feci come particelle biancastre delle dimensioni di un chicco di riso che appena espulse si contraggono per eliminare le uova contenute al loro interno.

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